Metodo
Il metodo non è una promessa di qualità: è l'insieme delle regole che fanno sì che un buon risultato non dipenda dalla fortuna. Chi lavora al progetto, dentro quale modello, chi verifica quello che esce, e che cosa resta al committente.
Selezione del gruppo di lavoro
Quando il gruppo è dato in partenza, è il progetto ad adattarsi alle competenze disponibili. Qui la prima decisione di progetto è chi lo farà, e si prende prima di disegnare.
Il criterio è uno solo: l'esperienza su quel tipo di opera e su cantieri di quella complessità. Un polo logistico, un reparto socio-sanitario, un edificio vincolato pongono problemi diversi, e la differenza la fa chi li ha già attraversati.

Un solo modello federato
Tutte le discipline lavorano in un ambiente di condivisione dei dati comune, secondo la UNI EN ISO 19650 e, per la declinazione italiana, la UNI 11337. Il Building Information Modeling serve a far sì che strutture, impianti e architettura si vedano a vicenda mentre nascono, invece di scoprirsi in cantiere.
Consegne datate disciplina per disciplina, interferenze verificate a ogni consegna, riscontri più rapidi quando la richiesta arriva dal cantiere. Se le discipline non convergono entro la scadenza decide chi coordina il modello, con motivazione scritta.
Ogni commessa ha un responsabile della gestione informativa e un coordinatore per disciplina, nominati all'incarico secondo i profili della UNI 11337-7 e comunicati al committente con il piano di gestione informativa.

Ambiente di condivisione dati
L'ambiente di condivisione dati (ACDat) è quello del committente quando ne ha uno; altrimenti lo predisponiamo noi, con gli stati previsti dalla norma — in lavorazione, condiviso, pubblicato, archiviato — nomenclatura e revisioni tracciate. Lo scambio avviene in IFC nella versione concordata, le segnalazioni in BCF, i documenti in PDF/A: formati che si aprono senza licenze. Dallo stesso modello escono le tavole, le quantità e le verifiche.
Gestione dei tempi e dei costi
Ogni progetto nasce con un proprio project manager che conosce il progetto e ne governa anche tempi, costi e rischi:
Il controllo è un dato che si aggiorna prima della riunione. Il gestionale che lo produce l'abbiamo costruito noi, ma i dati che ne escono sono del committente, e si restituiscono in formati leggibili senza quel gestionale.
Quando qualcosa va storto
Il metodo stabilisce nel disciplinare cosa succede quando accade, invece di lasciarlo alla sensibilità di chi se ne accorge.
Chi se ne accorge lo scrive
Il giorno stesso, con data e riscontri. Non a fine settimana, non alla riunione successiva.
Arriva al referente di commessa
Entro il termine concordato all'incarico. È il referente, non chi ha rilevato il problema, a portarlo avanti.
Va al tavolo con un effetto quantificato
Costi e tempi misurati, e almeno una soluzione. Un problema senza numeri e senza alternative non è una segnalazione: è una preoccupazione.
Verifica degli elaborati
Prima di ogni consegna gli elaborati passano a un revisore diverso dal redattore, con una lista di verifica per disciplina: chi ha prodotto un elaborato non è in condizione di vederne gli errori.
Il revisore è un professionista della stessa disciplina ed estraneo al gruppo che ha redatto l'elaborato, nome del revisore e data compaiono sul verbale.
Coerenza tra gli elaborati
Tavole, modello, relazioni e computi devono raccontare lo stesso progetto. È la verifica saltata più spesso, e si paga in richieste di chiarimento, sospensioni e contestazioni.
Rispondenza ai requisiti informativi
Il capitolato informativo stabilisce cosa deve contenere ogni consegna: livelli di sviluppo, dati, formati, tempi. Sulle opere pubbliche c'è sempre; quando il committente privato non ne ha uno lo redigiamo noi e lo facciamo approvare prima di modellare.
Verifiche normative e interferenze
Prescrizioni antincendio, accessibilità, requisiti acustici ed energetici, stato delle interferenze. Le segnalazioni si classificano in bloccanti e non bloccanti secondo criteri fissati a inizio commessa: nessuna consegna esce con segnalazioni bloccanti aperte, le altre stanno nel verbale con responsabile e data attesa di chiusura.
Registro delle osservazioni
Ogni osservazione si registra: chi l'ha aperta, cosa è stato corretto, chi l'ha chiusa e quando per consegnare al committente il verbale con il risultato dei controlli.
Parte dei controlli sul modello è automatizzata, così la verifica umana si concentra dove serve giudizio.
La progettazione integrata
Le diverse discipline ci consegnano gli elaborati che si confrontano, si portano nel modello, e si risolvono eventuali interferenze. È il passaggio che in gran parte delle commesse non è previsto da nessuno, e per questo avviene in cantiere.
Ogni elaborato porta la firma del professionista che lo ha redatto, mentre il coordinamento resta alla società: un solo interlocutore contrattuale, nessun esecutore anonimo.
Quando chi commissiona è l'impresa il metodo non cambia: progettazione costruttiva, coordinamento dei modelli, programmazione e direzione tecnica di cantiere si erogano per conto dell'impresa.

In cantiere
La sicurezza si decide disegnando: ancoraggi e accessi per la manutenzione, spazi per montare e smontare, sequenze che evitano il lavoro in quota dove si può. Sono scelte di progetto, e obblighi del progettista prima che problemi del cantiere. Durante i lavori le lavorazioni si verificano contro il modello, e le varianti si registrano con il loro effetto su costi e tempi prima di essere autorizzate.
La sostenibilità
Ambientale e Sociale
Su un edificio nuovo ed efficiente l'impatto più pesante si sposta dall'esercizio ai materiali e al fine vita. Per questo la prima domanda su un immobile esistente è se debba davvero essere demolito: recupero e demolizione si confrontano sull'impatto complessivo — materiali, rifiuti, energia, vita utile — e il confronto si consegna scritto. Il fabbisogno si riduce prima con l'involucro, poi con gli impianti. Un edificio decide la qualità delle giornate di chi ci sta dentro: aria, luce naturale, comfort acustico e termico, accessibilità reale e non solo conforme. Requisiti che entrano all'inizio, quando costano poco, oppure non entrano più.
Economica
La sostenibilità entra nei conti tre volte: nell'istruttoria di finanziamento, nei costi di gestione lungo la vita dell'opera e nel valore alla vendita, dove un acquirente istituzionale sconta ciò che non può rendicontare.
Ogni criterio si riconduce a un dato controllabile nel modello. Le quantità che una rendicontazione richiede escono dallo stesso modello delle tavole, ciascuna con data e fonte.
Consegne finali
Alla chiusura non resta solo l'opera. L'elenco delle consegne sta nel disciplinare.

