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Pubbliche amministrazioni

Dal 1° gennaio 2025 la gestione informativa digitale è obbligatoria per le opere sopra i due milioni di euro (art. 43 e allegato I.9 del d.lgs. 36/2023). Il problema di un responsabile unico del progetto non è decidere se adeguarsi: è avere accanto chi sappia scrivere i documenti giusti, verificare quello che i fornitori consegnano e lasciare all'ente competenze che restano.

Dal documento di indirizzo al capitolato informativo

I requisiti informativi discendono dagli obiettivi che l'ente fissa nel documento di indirizzo della progettazione. È da lì che partiamo — cosa dovrà farci l'amministrazione con i modelli, durante i lavori e dopo — e su quella base scriviamo il capitolato informativo, i requisiti per i concorrenti e le regole di consegna.

Il quadro tecnico è doppio e va usato per intero: la UNI EN ISO 19650 per i principi e la UNI 11337 per la parte operativa dei capitolati italiani — livelli di definizione informativa secondo la 11337-4, ambiente di condivisione dei dati (ACDat), offerta e piano di gestione informativa (oGI e pGI), i documenti che l'ente valuta in gara e riceve dall'aggiudicatario.

Un capitolato scritto bene è metà del risultato, a una condizione: che ogni requisito sia verificabile alla consegna. I requisiti non verificabili sono la prima causa di contenzioso, e li togliamo.

Verifica dei modelli e supporto al RUP

Quando i modelli arrivano verifichiamo che rispettino i requisiti del capitolato: contenuti, geometrie, dati, coerenza fra discipline, interferenze. L'amministrazione riceve un rapporto che può usare per accettare, far correggere o contestare — con evidenze, non con impressioni.

Due distinzioni ferme. La verifica dei modelli informativi è cosa diversa dalla verifica della progettazione dell'art. 42, e la validazione resta atto del responsabile unico del progetto. Sulla verifica ex art. 42 operiamo come supporto tecnico alla struttura della stazione appaltante nei casi in cui il codice lo consente: non siamo un organismo di ispezione accreditato ISO/IEC 17020 e non svolgiamo la verifica dove l'accreditamento è richiesto. Non verifichiamo progetti alla cui redazione abbiamo partecipato.

Riunione tecnica in una sala istituzionale: funzionari e consulenti davanti a un modello proiettato

L'intelligenza artificiale nell'ente pubblico

Per un'amministrazione il binario normativo sull'AI è diverso da quello dei privati: ai requisiti del regolamento europeo si sommano quelli sulla qualificazione dei servizi cloud e le regole di acquisto dei servizi digitali. Accompagniamo gli enti a introdurre questi strumenti dentro quel perimetro, non nonostante. L'approfondimento è nella sezione intelligenza artificiale.

Edificio scolastico pubblico in uso, con il cortile e la citta' intorno

Le prestazioni che eroghiamo a una stazione appaltante

Sono voci del catalogo completo: qui quelle che ricorrono più spesso negli incarichi con gli enti. Le altre restano disponibili.

Documento di indirizzo della progettazionesupporto alla redazione: obiettivi, esigenze, requisiti dell'intervento
Capitolato informativo e documenti di gararequisiti informativi, criteri di valutazione dell'offerta di gestione informativa
Verifica dei modelli consegnaticontenuti, geometrie, dati, coerenza tra discipline, interferenze
Supporto al responsabile unico del progettoproject management della procedura: ambiente di condivisione dei dati, regole di consegna, accettazione
Supporto tecnico nella verifica della progettazionenei casi consentiti dal codice, come supporto alla struttura della stazione appaltante
Criteri ambientali minimi nei documenti di gararequisiti CAM per l'edilizia, intrecciati con quelli informativi
Modellazione del patrimonio pubblicoscan-to-BIM su edifici esistenti, anagrafica tecnica
Formazione del personale tecnicogestione informativa, uso dei modelli, intelligenza artificiale
Consulenza AI nel perimetro pubblicoclassificazione dei sistemi, vincoli su cloud e fornitori

Le soluzioni ai problemi tipici

Le situazioni che ci raccontano più spesso. Ogni scheda si apre sulla soluzione: cosa facciamo, con quali strumenti, cosa resta all'ente. Tutti gli elaborati si consegnano datati, sottoscritti e in formato allegabile agli atti, con i file sorgente e la piena titolarità in capo all'ente.

La situazioneIl rischio, se non si affronta
Il capitolato informativo va scritto, e in ente non c'è chi lo sappia farerequisiti generici, offerte non confrontabili, contenzioso in fase di consegna

Come lo affrontiamo

Il capitolato informativo si scrive partendo dagli obiettivi dell'ente su quell'opera: cosa dovrà farci l'amministrazione con i modelli, durante e dopo i lavori. Da lì discendono i requisiti informativi — livelli di dettaglio, contenuti, formati aperti, tempi e modalità di consegna — e i criteri con cui si valuterà l'offerta tecnica dei concorrenti.

Ogni requisito deve poter essere controllato oggettivamente alla consegna: i requisiti non verificabili sono la prima causa di contenzioso, e li togliamo.

Cosa resta all'ente

  • Capitolato informativo e requisiti per i concorrenti
  • Criteri di valutazione dell'offerta tecnica sulla parte informativa
  • Modelli di documento riutilizzabili sulle gare successive
Documenti di gara sul tavolo con annotazioni e un modello 3D sullo schermo accanto
I modelli consegnati dai fornitori non si sanno verificaresi accetta quello che arriva, e i vizi emergono in cantiere

Come lo affrontiamo

La verifica è una procedura, non un'opinione: conformità ai requisiti del capitolato, completezza dei contenuti informativi, correttezza geometrica, coerenza fra le discipline, interferenze. Ogni non conformità si registra con la sua posizione nel modello e la sua gravità.

Il rapporto è scritto per essere usato: l'ente può allegarlo a una richiesta di correzione o a una contestazione formale.

Cosa resta all'ente

  • Rapporto di verifica con non conformità localizzate e classificate
  • Matrice di tracciabilità: requisito → metodo di verifica → esito
  • Registro delle correzioni richieste e degli esiti
  • Procedura di accettazione utilizzabile sulle consegne successive
Rapporto di verifica a schermo: elenco dei controlli con gli esiti, accanto al modello consegnato
Il RUP firma la validazione e risponde di quella firmaprudenza difensiva, decisioni rinviate, responsabilità percepita come personale

Come lo affrontiamo

Gli elaborati sostengono la motivazione dell'atto, non solo informano: ogni requisito è tracciato alla sua fonte — norma, regola tecnica, indirizzo dell'ente — e ogni valutazione riporta il metodo con cui è stata condotta e chi l'ha sottoscritta. Dove esistono orientamenti consolidati o pareri delle autorità competenti, si richiamano espressamente.

Serve a mettere il responsabile del procedimento nella condizione di spiegare, atti alla mano, perché ha deciso in quel modo.

Cosa resta all'ente

  • Elaborati datati, sottoscritti e in formato allegabile agli atti del procedimento
  • Tracciabilità di ogni requisito alla fonte normativa o tecnica
  • Riferimenti a orientamenti e pareri applicabili al caso
Atto di validazione sulla scrivania, con i rapporti di verifica allegati e una penna appoggiata
La verifica sta fuori dal cronoprogramma di garai tempi della procedura slittano, e slitta il finanziamento

Come lo affrontiamo

I tempi della verifica si concordano prima: durata di ciascun ciclo in funzione della dimensione e del livello progettuale, tempi per le controdeduzioni del progettista, numero di cicli previsti prima che scattino le conseguenze contrattuali. Il calendario entra nel cronoprogramma della procedura.

Quando un termine slitta la comunicazione è immediata, con l'effetto: quali passaggi si spostano e di quanto.

Cosa resta all'ente

  • Calendario delle verifiche integrato nel cronoprogramma della procedura
  • Registro dei cicli di verifica con date di consegna e controdeduzione
  • Comunicazione tempestiva degli scostamenti, con effetti sui termini
Cronoprogramma di gara a parete, con i cicli di verifica evidenziati tra le fasi
Dopo l'aggiudicazione, in esecuzione, il supporto tecnico finisceriserve e contestazioni affrontate senza istruttoria tecnica

Come lo affrontiamo

Il lavoro non si ferma alla consegna del progetto: rapporti di verifica e modelli restano la base documentale con cui si istruiscono riserve e contestazioni in corso d'opera. Ricostruiamo gli eventi, quantifichiamo gli effetti su costi e tempi e diamo supporto tecnico nelle sedi previste, dall'accordo bonario al collegio consultivo tecnico.

Prima del collaudo si verifica il modello as built e se ne cura la presa in carico dall'ente, perché quello che è stato pagato entri nel patrimonio informativo dell'amministrazione invece di restare presso l'impresa.

Cosa resta all'ente

  • Istruttoria tecnica documentata delle riserve, con quantificazione degli effetti
  • Supporto tecnico nelle sedi di composizione delle controversie
  • Modello as built verificato e preso in carico prima del collaudo
Sopralluogo in corso d'opera: tecnici dell'ente e consulenti davanti a un'opera pubblica in costruzione
Il personale tecnico non è formato sulla gestione informatival'ente dipende dai consulenti anche per le decisioni ordinarie

Come lo affrontiamo

La consulenza serve a poco se non lascia competenze. Affianchiamo il personale tecnico sul lavoro reale — la gara che si sta facendo, i modelli che stanno arrivando — e completiamo con percorsi formativi sui ruoli: chi scrive i documenti, chi verifica, chi userà i modelli in gestione.

L'obiettivo dichiarato è che alla gara successiva l'ente faccia da solo la parte ordinaria e ci chiami solo per quella specialistica.

Cosa resta all'ente

  • Procedure interne scritte per gare, verifiche e archiviazione
  • Formazione erogata con attestati e materiale di consultazione
  • Personale in grado di gestire autonomamente le pratiche ricorrenti
Affiancamento alla scrivania: consulente e funzionario davanti allo stesso schermo
Il patrimonio pubblico è documentato male e in modo disomogeneoprogrammazione degli interventi su basi incerte, progettazioni che ripartono da zero

Come lo affrontiamo

Si censisce il patrimonio per priorità — quali edifici pesano di più su interventi e spesa — e su quelli si costruisce l'anagrafica tecnica con rilievo laser scanner e modellazione. Il livello di dettaglio è graduato: più approfondito dove sono previsti interventi, essenziale dove serve solo il quadro conoscitivo.

La base che ne esce serve due volte: per programmare la spesa e come punto di partenza per ogni futura progettazione messa a gara.

Cosa resta all'ente

  • Censimento e anagrafica tecnica degli immobili, in formati aperti
  • Modelli BIM dell'esistente riutilizzabili nelle gare di progettazione
  • Quadro conoscitivo a supporto del programma triennale dei lavori pubblici
Ricognizione del patrimonio: mappa comunale con gli edifici pubblici segnati e schede di rilievo
L'intelligenza artificiale è entrata in ente senza regolestrumenti usati fuori dal perimetro consentito, responsabilità non chiare

Come lo affrontiamo

Si censiscono gli strumenti in uso, comprese le funzioni AI attive dentro i software già adottati, e si classificano secondo il regolamento europeo. Per l'ente pubblico si aggiunge il binario specifico: vincoli sui servizi cloud, qualificazione dei fornitori, regole di acquisto.

Da lì escono le regole d'uso interne e la documentazione: cosa è consentito, con quali dati, con quali cautele, con quale responsabile.

Cosa resta all'ente

  • Censimento e classificazione dei sistemi in uso
  • Regole d'uso interne e documentazione di conformità
  • Requisiti tecnici per l'acquisto di nuovi strumenti
Postazione di un ufficio pubblico con funzioni di assistenza automatica attive dentro i programmi di lavoro

Come si affida un incarico come questo

Le consulenze di questo tipo rientrano nei servizi di ingegneria e architettura. Le vie ordinarie sono l'affidamento diretto sotto i 140.000 euro (art. 50 del d.lgs. 36/2023), la procedura negoziata fino alla soglia europea, e l'affidamento dei compiti di supporto al responsabile unico del progetto in caso di carenza di organico (art. 15). Il corrispettivo si determina secondo l'allegato I.13, nel rispetto dell'equo compenso: così determinato non è negoziabile al ribasso — è un vincolo per l'ente, non una nostra condizione.

Per istruire la pratica servono da noi: dati societari e visura, regolarità contributiva, polizza di responsabilità civile professionale con i massimali, curricula dei professionisti, dichiarazioni sulle cause di esclusione.